Licenziamenti sfiorati alla Icon, ora cassa integrazione


La crisi economica internazionale torna a fare vittime anche nel Perugino, a poco più di un mese dalla chiusura della Cosmologic di Ponte San Giovanni. In questo caso, però, il peggio è stato almeno temporaneamente sventato, o per lo meno rimandato. I 19 lavoratori della Icon Health & Fitness di Ponte Felcino – filiale italiana del colosso statunitense di produzione e commercializzazione di prodotti per la palestra “fatta in casa” - dovevano infatti essere direttamente licenziati, come comunicato dall'azienda stessa, “per riduzione di personale” al fine di “ridimensionare le proprie strutture” a causa “della forte crisi in atto”. Un licenziamento che sarebbe stato in via definitiva e senza diritto all'indennità, dato che l'azienda ponteggiana opera nel terziario e non supera i 50 dipendenti, e che avrebbe colpito gran parte del personale, in tutto composto da 29 addetti. “La trattativa si è conclusa come avevamo sperato – interviene però Francesco Ferroni, segretario regionale della Fisascat Cisl, la categoria dei lavoratori del commercio del sindacato di Bonanni – e alla fine le pressioni sull' azienda hanno dato i loro frutti: invece della messa in mobilità siamo riusciti ad ottenere la cassa integrazione, e le trattative proseguono, perché siamo convinti di poter fare ridurre il numero di dipendenti che ne saranno interessati”. Stretto l'accordo formale, ora parte l'iter burocratico vero e proprio e, dall'11 maggio e per 6 mesi, i lavoratori si troveranno in cassa integrazione. “Purtroppo la situazione internazionale è particolarmente delicata, tanto più in un settore come quello nel quale opera la Icon – prosegue Ferroni – e quindi siamo soddisfatti di essere riusciti a mantenere intatto il livello occupazionale, almeno per i prossimi mesi”. Un punto essenziale, questo, da cui ripartire per una fase di ristruttrazione interna che sia sì profonda – come anticipato dall'azienda -ma che non vada a discapito solo dei lavoratori. E le premesse in tal senso non erano delle migliori, dato che al momento dell'annuncio della messa in mobilità la Icon H&F aveva comunicato di “non essere in grado di predisporre misure” che attenuassero “sul piano sociale le conseguenze derivanti dai sopra indicati licenziamenti”, facendo allarmare i lavoratori e le organizzazioni sindacali.
di Filippo Costantini

Altro 10 April 2009