“Stanze del buco”: droga e spaccio non si sconfiggono così
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Il circolo di Azione Giovani Perugia “Luciano Laffranco” ritiene assolutamente deprecabile e controproducente la creazione di “stanze del buco” a Perugia così come auspicato in una intervista nello scorso numero di “Tutto Perugia” da Luigina Nicolussi, operatrice dell'Unità stradale. Con la scusa della “possibile” riduzione delle morti per overdose, l’operatrice si dimentica però di citare gli effetti negativi: cronicizzare la dipendenza degli individui, non risolvere il problema dell’aumento dei consumatori di droga. Inoltre ci si dimentica anche delle esperienze fatte all’estero: in Olanda il numero di tossicodipendenti dall’introduzione di stanze del buco e dalla liberalizzazione delle droghe è aumentato in modo spropositato e non ha risolto il problema del consumo di droga, mentre a Sidney, in Australia, la creazione di una “mega stanza del buco”, paradiso per i tossicodipendenti, ha portato un intero quartiere in passato ricco e pieno di negozi alla marginalizzazione dal resto della città e alla chiusura di tutte le attività commerciali a causa del via vai di tossicodipendenti per le strade, che certo non invogliavano la gente a uscire di strada. Quest’anno, non a caso, infatti, il consiglio comunale di Sidney, in seguito alle proteste dei residenti e dei commercianti, ha deciso di non rifinanziare più la stanza del buco decretandone per la fine dell’anno la chiusura. In sostanza lo Stato non può farsi complice degli spacciatori: è compito delle istituzioni ridurre e combattere il problema della tossicodipendenza e dello spaccio di droga, e non certo quello di favorirne il consumo. Michael Surace
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| Lettere al direttore |
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10 May 2007 |
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